Partito democratico: un esempio di approccio al tema sicurezza

6 maggio 2008

Vogliamo riportare oggi la presa di posizione di una nuova parlamentare del Partito Democratico, Alessia Mosca, perché nelle sue parole leggiamo quello che, secondo noi, dovrebbe costituire il nuovo approccio del PD sulla sicurezza, uno dei temi caldi sulla quale si è giocata la partita capitolina e non solo. Crediamo che sia il linguaggio, e conseguentemente l’azione, che debba essere usato nei prossimi anni di opposizione.

Di Alessia Mosca

Le cronache degli ultimi giorni hanno riportato all’attenzione generale il fenomeno della violenza giovanile. A Verona un ragazzo è stato ridotto in fin di vita dopo aver subito un’aggressione da parte di un gruppo di naziskin. A Viterbo un minorenne è stato arrestato per aver seviziato ripetutamente un coetaneo. A Napoli è toccata la stessa sorte a 17 ultrà che si sono resi responsabili di atti di violenza. Sono, purtroppo, solo i casi più recenti e non certo gli unici delle ultime settimane.
Come giovane e come parlamentare, sono convinta che vicende come queste meritino una presa di posizione forte. Chi vuole godersi una tranquilla passeggiata serale, chi ama andare allo stadio per godersi due ore di svago, chi va a scuola per apprendere, non può e non deve mettere in conto di finire nelle grinfie dei violenti. Il tema della violenza nelle nostre città è stato al centro della campagna elettorale da poco conclusa: mi auguro che gli slogan di quelle settimane non si sciolgano come neve al sole con l’arrivo della primavera. L’obiettivo di città più sicure non può limitarsi agli annunci e alle posizioni di parte. Serve un impegno comune, condiviso da tutte le istituzioni e rivolto a reprimere tutte le forme di violenza, da qualsiasi persona e ideologia provengano. Senza sconti.


L’ostinazione della Banca centrale europea

24 aprile 2008

Tutti i principali Istituti di ricerca internazionali escono ultimamente rivedendo al ribasso le loro previsioni di crescita dell’economia globale per il 2008, a pochi mesi dalle loro stime.

Il Fondo monetario internazionale ha ritoccato ad aprile le proprie previsioni sul 2008 fatte a gennaio, limandole addirittura di 5 decimi di punto: ad inizio anno, la stima di crescita dell’economia internazionale era fissata al +4,2%, ad aprile è scesa al +3,7% per l’anno in corso.

Guardando alla crescita delle economie avanzate, e alla misura con la quale nel giro di pochi mesi è stata tagliata la stima, ci sembra di poter dire che esiste davvero il rischio di ricadere in una profonda crisi economica. Al momento, l’FMI stima una crescita per gli Usa non superiore allo 0,5-0,6% per il biennio 2008-2009; crescita che tuttavia è ancora tutta da verificare e che, alla luce degli scenari che si stanno profilando, potrebbe subire ulteriori ritocchi all’ingiù nei prossimi mesi. Analogo discorso per l’Area Euro, dove l’Italia sarà il fanalino di coda con una crescita prevista dello 0,3% nei prossimi due anni.

Inoltre, è di qualche giorno fa la notizia che, sempre l’FMI prevede che l’emorragia è ancora in là da terminare, annunciando che le Istituzioni finanziarie internazionali potrebbero riportare ulteriori perdite per 43 miliardi di dollari, pari insomma ad una manovra finanziaria tra le più alte che il nostro Paese abbia mai fatto.

L’inflazione nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi nel 2008 al +2,8%, in crescita di 7 decimi di punto sul 2007, ma tuttavia sempre inferiore a quella statunitense.

Qual è il comportamento delle 2 Banche centrali in un quadro del genere? Mentre la Federal Reserve continua nel progressivo abbassamento dei tassi di interesse, al fine di ridare fiato all’economia americana ed evitare di mettere in ginocchio ulteriormente i consumatori più poveri che hanno contratto mutui subprime, la Bce invece si ostina a dichiarare di avere il timore di un’ulteriore infiammata sui prezzi nel medio termine. Infiammata che naturalmente è quasi tutta importata!

Insomma, mentre l’una abbassa drasticamente i tassi pur in presenza di un rischio inflazione ancora più marcato di quello europeo, la Banca di Francoforte, invece, tiene costanti i tassi, poiché la sua bussola è solo l’inflazione, rischiando così di dare il colpo finale ad un’economia in evidente fase di stanca e, in modo particolare ai consumi, viste le sempre più evidenti difficoltà di molti consumatori che in questi anni hanno contratto un mutuo a tasso variabile a saldare la propria rata. Lo stesso Fondo monetario internazionale sembra caldeggiare una virata nella politica montetaria della BCE, sottolineando proprio in questi ultimi giorni come la Banca centrale europea abbia ora spazio per abbassare il livello dei tassi di interesse alla luce del deterioramento dell’outlook economico.

A fronte di ciò mi domando: ma se ne hanno potere come credo, non è davvero il momento che i Governi europei pensino ad una revisione della mission della BCE? Se fossi in Berlusconi, sarebbbe una delle prime azioni che cercherei di avanzare in ambito europeo, considerato – come noto – anche il gravante peso degli oneri passivi sul nostro debito pubblico.


Oggi si festeggia l’Earth Day

22 aprile 2008

Oggi si festeggia la Giornata Mondiale della Terra, Earth Day, la ricorrenza fu suggerita per la prima volta dal giornalista americano John McConnel e, nel 1970 Gerald Ford, allora membro della Camera dei Deputati proclamò la Giornata della Terra, come una festività. Giunta alla sua 38ma edizione sarà celebrata in 174 paesi del mondo e quest’anno l’iniziativa si svolgerà con particolare attenzione alla componente ambientale, perché a preoccupare sono il 70% circa dei grandi ghiacciai che si stanno sciogliendo, l’innalzamento di oltre un metro del livello dei mari previsto dagli scienziati dell’Intergovernemental Panel on Climate Ch’ange (IPCC), l’incremento delle precipitazioni nell’emisfero Nord e l’aumento della siccità nei paesi del sud del mondo.

Per non parlare delle risorse alimentari oggi già compromesse da politiche che favoriscono la coltivazione di biocombustibili che rubano terra al grano e al riso. Per usare le parole di Barry Commoner, la Giornata Mondiale della Terra è, in qualche modo, il giorno in cui l’uomo fa pace con il pianeta su cui vive.

In Italia, per l’occasione, Wwf e Greenpeace hanno lanciato uno spot prodotto da Mediaset, dal titolo «Concentra l’energia in gesti intelligenti», in onda a partire da oggi e fino a sabato 26 aprile. Lo spot mostra come, attraverso semplici abitudini quotidiane, si possa ridurre il consumo globale delle risorse, mettendo in particolare rilievo i piccoli gesti domestici che possono fare la differenza: spegnere la luce quando si esce da una stanza; non lasciare rubinetti aperti; preferire la doccia al bagno per risparmiare fino a 100 litri d’acqua; non bollire l’acqua più del necessario; non lasciare elettrodomestici in stand-by; preferire lavaggi a pieno carico.

Da LaStampa.it


Riccardino sul settimanale Oggi di questa settimana

18 aprile 2008


Internet: in Europa i più connessi sono gli Scandinavi. Italia indietro

16 aprile 2008

Saremo un pò troppo tranchant, ma crediamo che se in Italia si facesse uso di Internet come avviene in Islanda, piuttosto che in Scandinavia, piuttosto che in Germania e Francia, forse il Partito Democratico avrebbe oggi più voti di quanti ne abbia presi alle recenti elezioni.

Anzi, senza forse, ne siamo assolutamente certi. Purtroppo però in Italia solo il 53% della popolazione si connette al Web, meno di quanto non facciano sloveni ed estoni.

Leggete qua per maggiori approfondimenti…


Elezioni del 13 e 14 aprile: un vero tsunami

15 aprile 2008

Chi si augurava prima delle elezioni di eliminare l’eccessiva frammentazione partitica dopo il 13 e 14 aprile è stato servito.

Le ultime elezioni sono state un vero e proprio tsunami, non solo perché hanno fatto scomparire per la prima volta nella storia dalle sedi parlamentari gli eredi di simboli importanti come la falce e il martello (penalizzati anche dall’astensionismo) e la fiamma, che già di per sé loro dovrebbero elevare questa tornata elettorale a un qualcosa di storico, ma anche perché hanno ridisegnato completamente lo scenario politico nazionale con la definitiva uscita di scena dei cosidetti partiti “famiglia”.

La prima sensazione è quella di un corpo elettorale, soprattutto di sinistra, intenzionato a punire i veri responsabili della caduta del Governo Prodi, o comunque coloro che nei mesi scorsi hanno continuato a tirare la giacca, ormai lisa, del Presidente del Consiglio ad ogni minima occasione. E’ come se gli avessero voluto togliere la patente dell’affidabilità e della responsabilità istituzionale. Oltre a Mastella che si è fatto fuori con le proprie mani, con queste elezioni si deve registrare l’uscita dal Parlamento dei vari Bertinotti, Pecorario Scanio, Mussi, e di Boselli, in quest’ultimo caso però più per la testardaggine che lo ha portato a non aderire e a non digerire completamente l’entrata in scena del Partito Democratico che per altro.

Riguardo al PD, onestamente ci si aspettava un risultato migliore di un 1/3 dei voti. E’ vero che i primi 2 anni del Governo Prodi ne avevano eroso il consenso, e quindi un recupero, anche corposo, dell’elettorato c’è stato. Obiettivamente però il 33% sembrava già un traguardo naturale nel 2006 ai tempi dell’Ulivo. Con queste elezioni è innegabile che ci si potesse aspettare qualcosa di più anche per la scelta, assolutamente condivisa da gran parte degli elettori di partito, di andare da soli. Evidentemente la macchina del PD ha funzionato bene nella conquista dell’elettorato di sinistra, ma non è riuscita a sfondare dove invece avrebbe dovuto, ossia in quei segmenti dell’elettorato moderato e del Nord, da troppo tempo ostili.

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Sms-Email Elettorale: Cambia anche Tu con il Partito Democratico

7 aprile 2008
Domenica 13 e Lunedì 14 Aprile saranno i Giorni del Cambiamento.
L’Italia ha necessità di innovare.
Cambia anche tu.
Vota Partito Democratico.

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