Proposta di riforma delle pensioni dei parlamentari

3 gennaio 2008

Il 2007 è stato considerato dai più come l’anno della “Casta”, dell’Antipolitica, di una certa politica sempre più ingorda e insaziabile. Ci pare che iniziare l’anno con la proposta concreta di riforma delle pensioni dei parlamentari sia cosa assolutamente gradita, sperando che si riparta da qui per fissare nuove regole e una nuova stagione della moralità pubblica.

La proposta è dell’On. Enrico Letta.

Art. 1
Trattamento pensionistico dei periodi di esercizio del mandato parlamentare
1. Il trattamento pensionistico dei periodi di esercizio del mandato parlamentare è regolato dalle norme generali che disciplinano il sistema pensionistico obbligatorio dei lavoratori dipendenti ed autonomi contenute nella legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive modificazioni.
2. Ai fini pensionistici, l’esercizio del mandato parlamentare è assimilato ad attività di lavoro dipendente.
3. È considerata retribuzione pensionabile ai fini dell’applicazione dell’aliquota contributiva, nonché del calcolo del trattamento pensionistico, l’indennità annua spettante ai parlamentari a norma dell’art. 69 della Costituzione e determinata ai sensi della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 e successive modificazioni.
 
Art. 2
Totalizzazione dei periodi assicurativi e cumulo tra pensione e redditi da lavoro
1. Ai periodi assicurativi relativi all’esercizio del mandato parlamentare si applicano le disposizioni generali in materia di totalizzazione di cui al decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42 e successive modificazioni, nonché le norme in materia di cumulo di cui all’articolo 72 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e successive modificazioni.
2. È fatta salva la possibilità per il parlamentare di optare per la contribuzione figurativa relativa all’attività di lavoro dipendente dalla quale sia collocato in aspettativa in ragione dell’elezione al Parlamento. Si applicano in questo caso le norme di cui all’articolo 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300 ed all’articolo 38 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
3. È comunque fatto divieto di cumulare, ai fini del calcolo della pensione, i contributi versati in relazione al periodo di esercizio del mandato parlamentare con altri contributi relativi al medesimo periodo.
 
Art. 3
Gestione della previdenza obbligatoria dei parlamentari
1. La gestione della previdenza obbligatoria dei parlamentari, ivi compresa la corresponsione dell’assegno vitalizio già assegnato in relazione ai periodi di esercizio del mandato precedenti la data di applicazione della presente legge, è assunta dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale nell’ambito del fondo pensioni lavoratori dipendenti. A tale scopo le Camere forniscono all’Istituto tutte le informazioni necessarie e lo rimborsano annualmente dei pagamenti effettuati in relazione agli assegni vitalizi.
2. Le Camere sono tenute, nei confronti dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, agli adempimenti previsti per i sostituti d’imposta dei lavoratori dipendenti.
 
Art. 4
Previdenza complementare
1. I regolamenti parlamentari possono prevedere la costituzione di un fondo di previdenza complementare a capitalizzazione, alimentato unicamente dai contributi volontari dei parlamentari, con esclusione di ogni onere a carico dello Stato.
 
Art. 5
Entrata in vigore
1. La presente legge si applica a decorrere dalla XVI legislatura.
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MUOVIAMOCI…

13 ottobre 2007

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CORRIAMO CON ENRICO…L’ULTIMO CHILOMETRO

12 ottobre 2007

Il manifesto de “I Democratici per Enrico Letta” di Carrara-Lunigiana

12 ottobre 2007

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Domenica 14 ottobre si aprirà un processo straordinariamente importante, storico per l’Italia. La nascita di un Partito nuovo, teso a semplificare la vita politica del nostro Paese. Diverse centinaia di migliaia di donne e di uomini andranno a votare per costituire le fondamenta di un nuovo soggetto politico, siano queste iscritte o meno ad un partito. Nell’Italia di oggi, in cui il meccanismo di selezione politica coinvolge solo in minima parte i cittadini rendendo la rappresentanza politica poco credibile, il valore di questa operazione politica è straordinariamente alto. Crediamo che anche nel collegio Carrara-Lunigiana moltissimi saranno i cittadini che risponderanno a questo appello, perché votare non significa l’iscrizione automatica ma la partecipazione alla costruzione di un Partito nuovo, moderno e riformista. Per la riuscita di questo progetto è fondamentale che ci sia la massima partecipazione di cittadini esterni ai partiti. Solo chi ha passione civile, ma non ha finora avuto ragioni sufficienti per esprimerla in un partito può garantire che questa nuova svolta indichi un cambiamento reale, dando alla politica nuova autorevolezza.

La candidatura di Enrico Letta alla Segreteria nazionale del Partito Democratico è quella che più di ogni altra garantisce a nostro parere questo cambiamento. Lo sforzo di Letta è di dare massimo spazio ai non iscritti, alle nuove generazioni, a professionalità in tutti i campi, e di promuovere la trasparenza e il merito nella politica e nel resto della società.

L’Italia, come il nostro territorio, soffre di un male oscuro: l’assenza di meritocrazia, che crea stagnazione nella società, nell’economia, nella politica, negli stessi rapporti umani. Un paese, un territorio che non premia il merito, che non premia il talento, è un Paese, un territorio, che non consente mobilità sociale e quindi non consente vera libertà. Si è liberi quando si è in grado di avere le stesse opportunità, le stesse possibilità di accedere alle risorse, all’istruzione, di tutti gli altri e di liberarsi dalle condizioni di partenza (quelle dei propri genitori) attraverso il talento e l’impegno. I principali Istituti di ricerca ci dicono che tutt’oggi la possibilità di accedere agli studi universitari rimane, invece, appannaggio quasi esclusivo delle classi più abbienti: sono studenti universitari il 18,1% dei maggiorenni figli della borghesia contro il 4,1% dei figli della classe operaia. Questo vuol dire, per i figli più “sfortunati” affrontare una serie di ostacoli preliminari anche solo per poter provare ad investire le loro risorse e le loro capacità in un’aspirazione di scalata sociale. E’ dimostrato, infatti, come soltanto con un elevato livello di istruzione il giovane (nato da una famiglia operaia o impiegata) può evitare di rimanere ingessato nella stessa posizione sociale dei propri genitori.

Senza parlare poi delle difficoltà delle donne ad imporsi nella società odierna, nonostante tendano a studiare più degli uomini e più di questi debbano far fronte ad impegni extralavorativi.

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2020: missione compiuta

12 ottobre 2007

di Enrico Letta, “L’Espresso”, 12 ottobre 2007

2008. Un’iniziativa del Pd ha cancellato il privilegio delle pensioni dei parlamentari. Anche per loro vale il principio del “tanto versi, tanto riceverai”. È stato istituito un fondo pensione volontario, alimentato con trattenute sull’indennità mensile il cui importo viene stabilito dal singolo deputato o senatore. Eliminare privilegi è il primo passo per riavvicinare i cittadini alla politica.
2011. In quattro anni il Pd ha cambiatoil volto della politica italiana. È un partito aperto, contendibile e territoriale. Chiunque può partecipare ed essere protagonista. Sui grandi temi il confronto fra gli iscritti avviene online. La prassi è consolidata e condivisa. Siamo un partito “davvero” democratico e così ci presenteremo alle elezioni politiche.
2014. L’età della classe dirigente italiana incomincia ad essere in linea con la media europea. Una rivoluzione targata Partito democratico, che ha invertito la logica della cooptazione a favore di un metodo competitivo a tutti i livelli decisionali. Rilanciando la competizione, il gusto della sfida e il
merito hanno premiato i migliori.
2017. È baby boom. L’Italia ha invertito la tendenza demografica che la condannava a un progressivo invecchiamento. Grazie alle politiche sociali del Pd, le donne non sono più costrette a una drammatica scelta tra lavoro e maternità. Possono conciliare i tempi della professione con quelli della famiglia e il paese è tornato a guardare al futuro. È complessivamente più giovane e punta sulle nuove generazioni.
2020. Istat e Ocse certificano una crescita economica finalmente strutturale e non di congiuntura. La Spagna non ci ha superati nel reddito pro capite come qualcuno aveva previsto, e l’Italia è tornata a essere uno dei paesi guida dell’Unione europea, esempio di integrazione e motore del dialogo tra culture nell’intera area del Mediterraneo. L’energia è prodotta per il 20 per cento da fonti rinnovabili al Sud; gli investimenti in infrastrutture degli anni scorsi hanno reso il paese appetibile per le imprese straniere; quelle italiane non hanno paura di competere nei mercati esteri, sostenute come sono da un sistema bancario forte e internazionalizzato.


Patrizia Conti, diessina figlia dell’ex sindaco, si schiera con Letta

11 ottobre 2007

ALLE PRIMARIE del Partito Democratico c’è anche Patrizia Conti (la prima a sinistra nella foto sopra), figlia dell’ex sindaco Giulio, che ha deciso di sostenere la lista di Enrico Letta.
Lei è iscritta ai Ds che nel 2000 la candidarono alle regionali. Ora sostiene Letta che proviene da una esperienza diversa dalla sua. Perchè?
«Perchè è un uomo pragmantico che offre delle risposte concrete ai bisogni reali del paese. Inoltre chi aderisce al Pd non deve avere paura di lavorare al fianco di persone provenienti da esperienze diverse. Quando ho deciso di candidarmi non ho pensato che avrei perso la mia identità ma che semmai l’avrei arricchita con nuove “contaminazioni”».
C’è chi afferma che i sostenitori di Letta siano i rappresentati delle imprese e dei liberi professionisti: che ne pensa?
«I temi legati al mercato ed all’economia ci appartengono, ma non li affrontiamo solo dal punto di vista di chi fa impresa. Le imprese non possono progredire se non vengono avviate delle politiche per migliorare anche le condizioni dei dipendenti. Non a caso a livello locale sia candidata anche Daniela Menchini che lavora come operaia all’interno di una impresa tessile».

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Enrico Letta a Carrara (2)

10 ottobre 2007

Una fugace dichiarazione di Enrico Letta su alcuni temi centrali della sua campagna per le primarie del 14 ottobre, alla chiusura dell’incontro di ieri al Club Nautico di Marina di Carrara