Con l’occupazione femminile il Pil guadagna posizioni

La crescita del lavoro femminile contribuisce ad alimentare la produttività nazionale. Analizzando le pari opportunità da un punto di vista economico, è possibile quantificare gli effetti di una maggiore partecipazione femminile sul Pil. Elevando il tasso di occupazione delle donne fino a raggiungere quello maschile (da 55,3% a 75,3% nel Centro Nord e da 31,1% a 62,2% al Sud) il Pil italiano potrebbe crescere complessivamente del 12,3 per cento.
Questo dato tiene conto della produttività media presente nelle diverse macroaree ed è aggiustato in base agli effetti generati dalla crescita dell’occupazione: un aumento dell’1% delle ore lavorate si traduce in un aumento del Pil pro capite dello 0,3% (Ocse 2007). Il calcolo tiene conto del fatto che le donne potrebbero entrare con un lavoro part-time e dell’eventuale espansione della manodopera a basso valore aggiunto. In pratica, le pari opportunità comporterebbero l’ingresso di due milioni 495mila occupate nel Centro Nord e due milioni 175mila al Sud. Inoltre, se solamente il tasso di occupazione femminile nel Mezzogiorno raggiungesse i valori riscontrati nel resto del Paese (dal 31,1% al 55,3%, cioè un milione e 691mila lavoratrici in più), il Pil nazionale crescerebbe del 4 per cento.

Queste stime verranno presentate nel corso del convegno “Uguaglianza e merito per la crescita economica e sociale”, organizzato da Manageritalia, che si terrà stamani a Milano. Oltre alle proiezioni sul Pil, verranno presentate altre considerazioni, per riuscire a quantificare l’impatto reale delle pari opportunità sull’economia del Paese: l’aumento delle donne lavoratrici farebbe “passare al mercato” attività prima non retribuite (come l’assistenza ad anziani e minori, i lavori domestici), generando ulteriore occupazione. Ogni 100 donne che entrano nel mercato del lavoro si possono creare fino a 15 posti aggiuntivi nel settore dei servizi, senza contare che la formalizzazione di queste attività potrebbe innescare un aumento della produttività, incidendo positivamente sul Pil.
Nel corso del convegno, inoltre, verranno presentati i risultati dell’ultima indagine condotta da Manageritalia dalla quale emerge che nel 60% delle aziende interpellate l’argomento delle pari opportunità non viene affrontato e, quando se ne parla, lo si fa parlando delle discriminazioni e delle differenze retributive, non in termini di opportunità da sfruttare. «Siamo sicuri che la valorizzazione del lavoro femminile – afferma Marisa Montegiove, vicepresidente di Manageritalia – possa essere il volano per la ripresa e lo sviluppo della nostra economia. Presenteremo una serie di proposte concrete e, in seguito, ci impegneremo a seguirne lo stadio di avanzamento».

Tratto da http://www.ilsole24ore.com

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