E’ scomparso il ceto medio

Metà famiglie con meno di 1900 euro
Il 15% non arriva a fine mese. Crisi al Sud

euro.jpegTitola così un articolo di Repubblica on line di questa mattina. Guardiamo ai dati strutturali per capire perché ormai sta scomparendo quello che una volta veniva considerato il ceto medio. Sul perché certe categorie professionali, soprattutto quelle dipendenti private, abbiano retribuzioni non più adeguate al passo con i tempi la nostra idea è che dipenda prevalentemente dai seguenti fattori:

1_ Struttura produttiva. Il piccolo certamente non favorisce. E’ assodato che mediamente le retribuzioni più alte e la possibilità di carriera si insinuino maggiormente nelle medio-grandi aziende, grazie allo sfruttamento di maggiori economie di scala che consentono di “sopportare” meglio gli altri costi di produzione (energetici soprattutto). E’ ovvio che un sistema molecolare come il nostro non riesce, soprattutto ai tempi d’oggi, ad essere competitivo da un punto di vista remunerativo rispetto per es a quello di altri Stati europei (in primis Germania, dove la presenza di medio-grandi imprese è più diffusa), proprio perché a fronte di costi energetici ingenti la prima cosa che fa è quella di provvedere immediatamente ad un taglio della crescita dei costi del personale, con tutto ciò che ne consegue in termini di produttività e di stimolo all’efficienza delle risorse umane interno. Questo a nostro avviso è uno dei VERI NODI DELL’ECONOMIA
ITALIANA! Insomma, i distretti oggi non bastano più!

2_ Una mancata attuazione della contrattazione decentrata di secondo livello nelle piccole imprese, legata alla produttività effettivo, proprio perché forse sindacalmente è più difficile da far passare rispetto al contesto della grande impresa

3_ L’inefficace controllo degli effetti del changeover è stato certamente un elemento che ha favorito la ripresa inflazionistica incontrollata su beni di prima necessità. Sembrerà strano, ma comunque anche in questa occasione in generale i consumi in questi anni non sono comunque arretrati, anzi su certi segmenti sono pure aumentati, vuoi anche per un ricorso sempre più massiccio a strumenti, come il credito al consumo.

Il problema è stata comunque la mancata redistribuzione della ricchezza, non l’ammontare complessivo della ricchezza che in sé per sé è aumentato, anche se a tassi dello zero virgola qualcosa. Chi ha potuto godere di rendite di posizione, monopolistiche etc, ha potuto agire quasi indisturbato sulla propria leva dei prezzi e quindi dei margini!. Tutti gli altri invece hanno sofferto.

4 Risposte a “E’ scomparso il ceto medio”

  1. stef Dice:

    compli ed un saluto stef

  2. dilia61 Dice:

    io concordo che un aiuto concreto alle famiglie deve essere dato, per il futuro della nostra societa’. Non solo in servizi, ma secondo me bisognerebbe incentivare le madri o i padri che lo desiderano, si stare accanto ai loro figli per educarli e crescerli al meglio. Non tutte le madri sono contente di andare a lavorare e un figlio seguito sempre da un genitore ha un punto di riferimento molto forte.
    Pero’ cavolo… chi abita da solo, non divide le spese con nessuno! la casa, il riscaldamento sono a totale carico…. e anche chi e’ solo fa fatica ad arrivare a fine mese…. Dobbiamo fare tutti i bamboccioni? Io mi rifiuto, i genitori ti crescono ma quando sei in grado di volare da solo devi fare la tua vita..
    Tutto il sistema deve essere rivisto e puntare soprattutto tra il divario sempre piu’ grande tra i ricchi ed i poveri… la categoria dei cosiddetti benestanti e’ stata spazzata via in pochi anni mandandli ad ingrossare la categoria dei poveri

  3. pieroC Dice:

    La mancata redistribuzione della ricchezza è il vero problema, una classe di imprenditori ingorda, che mira solo al profitto.

  4. innovatorieuropeimassacarrara Dice:

    Io, Piero, non farei di tutta un’erba un fascio. Tieni presente che negli ultimi anni molti, soprattutto quelli a capo di piccole imprese che sono la stragrande maggioranza delle imprese di questo Paese, hanno avuto una notevole riduzione dei margini, quindi di polpa ce n’è stata poca da spartire. Diversamente è stato per la grande azienda e per alcune libere professioni.

    Per Dilia: quanto tu dici è certamente condivisibile. Sostegno alle giovani famiglie non solo da un punto di vista economico, ma anche di servizi e di contrattualità per le madri che possa garantire loro un maggior equilibrio tra lavoro e impegni domestici, anche per innalzare la bassa natalità di questo Paese. Dall’altro sostentamento ai single che tendono ad essere sempre più la maggioranza relativa (sai quante sono le donne anziane che vivono sole?Tantissime) e che pongono un problema sociale non irrilevante.

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